...forse per queste ragioni Diatto desidera abitare nella Langa più alta, un rifugio dopo gli inevitabili contatti con le grandi città; un luogo dove pensare è più semplice e la distrazione minore.
Ricordo un disegno del 1982, che testimonia il suo conflitto costante con l’ambiente: un viso dai grandi occhi celesti in cui lo sviluppo della linea termina in una stella da un lato e un grande albero alla base.
Segni inconsciamente e romanticamente pensati che sottolineano una scelta difficile: “anni pesanti di Langa trascorsi insieme nell’assurda e giusta ricerca dell’armonia universale”.

Antonio Buccolo, 1988

 

 

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