Ecoute la nuit


L'atelier di Claudio Diatto


...Claudio Diatto, un romantico che ha abbandonato la città per vivere da poeta dipingendo in campagna, nell' Alta Langa (Claudia Ferraresi), ha iniziato a esporre giovanissimo nel 1972 : da poco lasciato il Liceo Artistico di Torino - quello storico che si chiamava dell'Accademia Albertina - e già veniva ripetutamente segnalato in occasione di manifestazioni d'arte.
I suoi dipinti erano costituiti da interessanti e luminose scenografie ispirate di volta in volta a una locanda di Creta invasa dal sole mediterraneo o al sentimento di surreali stanze vuote d'immagini e di amore i cui protagonisti erano invisibilmente presenti.
Sono gli anni in cui Claudio - che ricordiamo attento allievo, ansioso di apprendere e curioso nello studio dell'arte - scriveva: "...considero il mio lavoro indivisibile dalla mia fede di vita. A volte al pubblico i miei lavori appaiono difficilmente comprensibili, essi sono in realtà semplicemente i simboli di emozioni comuni che vivo intensamente e come tali non possono avere una definizione razionale..."
Questo artista che ormai vive stabilmente a Dogliani, propone in questo periodo due incontri: il primo presso la Galleria Ghiglieri a Finale Ligure dove con altri autori affronta il tema "Il pittore e la favola", il secondo a Nogent-le-Rotrou ove nel Museo Nazionale del Chateau Saint Jean è presente con la personale Archipel du temps in cui espone serigrafie, dipinti e legni policromi. Ma ogni dipinto, ieri come oggi, trae spunto dalla intima realtà, dalla quotidianità vissuta da Diatto che, allo scadere del 1994, pubblicava "I contorni delle cose" facendo precedere scritti e immagini da un pensiero di Fernand Leger: "...è' la storia della tua vita giorno per giorno. La si dovrà raccontare una volta, dirla a tutti i nuovi amici e ammiratori..."
(...) Anche il paesaggio trova spazio nella produzione di Diatto, né potrebbe essere altrimenti per chi vive in questa nostra Langa stregata di malìa: ecco dunque brevi colli dominati da falci di luna, radure alle quali si affiancano le piante spinose di un severo Dottor Grass.
Il grande bosco : un profilo d'orizzonte, una minuscola luna, un personaggio alla Cézanne seduto nel prato, quindi l'imporsi del primo piano con una natura morta densa di colori e di umori.
Claudio è un pittore serio che che ha operato precise scelte di vita, che ci aveva dedicato - nel 1989 - uno dei suoi quattromila giorni in Langa, un pittore al quale vogliamo bene e al quale auguriamo tutto il successo che merita: un artista, come dice Antonio Buccolo, "...semplice, sognatore, puro, essenziale. Uomo prima che pittore, ricercatore prima che artista, poeta prima che disegnatore..."

Gian Giorgio Massara
Castello di Borgomale, luglio 1995

 

 

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