Vedo il mio studio come un orto; lì ci sono i carciofi, qui ci sono le patate. Per far venire i frutti bisogna tagliare le foglie.
Ad un dato momento bisogna potare. Lavoro come un giardiniere o un vignaiolo. Le cose vengono lentamente.
Il mio vocabolario di forme, per esempio, non l'ho scoperto tutto in una volta; si è formato quasi a mia insaputa.

È una lotta tra me e quello che faccio, tra me e la tela, tra me e il mio malessere. Questa lotta mi eccita e mi appassiona.
Lavoro sino a quando il malessere passa.

Joan Mirò

 

 

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