...dunque
figure come “immagini dalla memoria”, per inventare
fiabe che ricordano atmosfere di antichi stili floreali; personaggi
riesumati da vecchi bromoli e dagherrotipi che rivivono un’altra
vita nello smembramento tonale dei chiaro-scuri; nuovi volti
essenziali diventati propri, in cui Diatto sembra risvegliare
l’anima assopita per un dialogo in un nuovo tempo...
Antonio
Buccolo, 1988

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